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Fri

16

Jan

2009

La ricetta Afidamp per affrontare la crisi
Press Releases - Afidamp Servizi News
Affollato workshop al Gallia di Milano

Grande affluenza di pubblico e successo dell’iniziativa di Afidamp Servizi a tutela dell’imprenditoria italiana del cleaning

Milano, gennaio 2009 – La crisi che sta investendo l’economia mondiale non ha risparmiato neppure il settore del cleaning italiano, caratterizzato da una forte esportazione, per cui particolarmente sensibile alle fluttuazioni dei mercati.  Afidamp Servizi, in accordo con AfidampFAB, ha voluto affrontare tempestivamente il problema, ponendosi al fianco degli imprenditori italiani e cercando di fornire soluzioni che non solo consentano di contenere i danni, ma anche permettano di mettere in campo strategie per essere pronti a cogliere i frutti quando il periodo buio sarà terminato. Da qui, l’iniziativa di organizzare un Workshop dal titolo significativo “Crisi, luogo di opportunità”, ossia consigli e riflessioni su come creare valore in un periodo di recessione.
Il 14 gennaio scorso, all’hotel Gallia di Milano, Filippo d’Acquarone, giornalista del TG4, ha intervistato sul tema Rick A. de Lambert, console commerciale Usa, Maurizio Castello, di KPMG Advisory, e Lorenzo Marini, presidente di una delle più importanti e famose agenzie di comunicazione. Di fronte a una platea di oltre 100 partecipanti, i tre esperti hanno affrontato l’argomento crisi da diverse angolature, fornendo ciascuno una chiave di lettura delle cause che l’hanno originata, ma avvertendo nel contempo a non lasciarsi avvitare in una spirale di catastrofismo solo apparentemente giustificato, anzi invitando a cogliere i segnali positivi che pure si possono ravvisare e ad attuare strategie ad hoc per superare il momento e ritorvarsi più forti e preparati alla fine del tunnel.

Dagli Stati Uniti segnali positivi
Il console americano ha sottolineato come l’interconnessione dei sistemi finanziari e l’interdipendenza delle economie mondiali obblighino a globalizzare anche la reazione di fronte alla crisi che ha investito tutti i mercati. E ha indicato negli Stati Uniti non solo l’origine dell’attuale momento ma anche il punto di partenza della riscossa. Second De Lambert, l’inversione di tendenza è già iniziata, come dimostra la riduzione dei tassi di interesse operati da tutte le banche centrali dei singoli stati, per facilitare l’accesso al credito delle imprese e rimettere in moto l’economia. Altri segnali positivi sono da cogliere nella politica annunciata dal neoeletto presidente Obama, il quale ha già annunciato che opererà investimenti per 25 miliardi di dollari nella costruzione di strade, ponti, ferrovie, scuole, e che, soprattutto, si impegnerà nella realizzazione di una economia “verde”, basata sull’impiego di energia pulita, lo sviluppo delle energie rinnovabili, reti di distribuzione elettrica digitale, infrastrutture a banda larga di nuova generazione eccetera. Per gli Stati Uniti si tratta di una vera e propria rivoluzione. Per il console commerciale, gli imprenditori italiani, per operare con successo sul mercato americano, dovranno diversificare i propri target di riferimento, senza concentrare la propria attività e la propria offerta in un’unica direzione; realizzare produzione a basso costo energetico e a basso impatto ambientale; incrementare le spese di ricerca e sviluppo e di marketing; fornire soluzioni concrete, ponendo al centro della propria mission il cliente, da supportare in tutte le fasi della sua attività. Il console ha considerato che le aziende italiane, in grado, per la loro natura, di essere flessibili e di adeguarsi alla mutevolezza degli eventi, se sapranno sfruttare le opportunità che la nuova politica economica americana offrirà loro, potranno avviare la ripresa in tempi relativamente brevi.

Conoscere la crisi per superarla
Maurizio Castello, partner di KPMG Advisor, una delle più importanti società di consulenza manageriale al mondo attiva in 145 paesi, ha delineato un quadro chiaro della situazione, ripercorrendo le tappe della crisi, che ha avuto il suo epicentro negli USA e si è poi estesa rapidamente su scala globale, facendo crollare tutti gli indici di borsa, con ripercussioni differenti sui diversi settori industriali.
Castello ha ricordato che in pochi mesi sono cambiati i tradizionali riferimenti del business, dal crollo del libero mercato, che ha costretto i governi a effettuare pesanti interventi nel settore finanziario, all’abbattimento dei tassi di interesse al rallentamento dell’esportazione cinese, alla diminuzione del prodotto interno lordo è diminuito in tutti i paesi, sia quelli emergenti sia quelli industrializzati, all’aumento del tasso di disoccupazione sia negli Stati Uniti, sia in Europa. Per Castello, nel 2009 in Italia si perderanno 600mila posti di lavoro e i segnali di crisi son già evidenti, come indica il peggioramento dell’accesso al credito che si è verificato in questi ultimi mesi. L’inversione di tendenza non è prevista prima della fine del 2009, per cui ancora per quest’anno ci sarà diminuzione del prodotto interno lordo, dei consumi delle famiglie, degli investimenti, delle esportazioni.
Castello ha anche dimostrato, esempi alla mano, che le aziende che hanno scommesso sull’innovazione, sulla ricerca, sulle energie alternative, non sono state colpite dalla crisi, per cui, a suo parere è possibile superare la fase attuale, a patto che si mettano a punto adeguate strategie, sapendo cogliere i segni premonitori e correre quindi ai ripari.
Le azioni da mettere in campo, secondo l’ingegnere: ripensare il proprio posizionamento di mercato, rafforzando il brand, razionalizzando il portafoglio prodotti, focalizzando l’attenzione su quei mercati esteri che presentano ancora buoni tassi di crescita, difendendo il valore della propria offerta, con incremento del servizio. Ridurre i costi in maniera razionale, contenendo alcune spese (viaggi, soggiorni eccetera), ma non abbassare la qualità della produzione, mantenere il budget di marketing, investire nell’innovazione e nelle risorse umane. Potenziare l’Information Technology aziendale, per monitorare i processi, ridurre i costi e facilitare il contatto con il cliente. Investire in nuove tecnologie o nuovi impianti per migliorare la qualità e/o incrementare la produttività. Cercare di acquisire asset a basso costo. Coinvolgere le banche, comunicando le strategie per uscire dalla crisi e sviluppando e condividendo il business plan aziendale.
Per fare fronte alla stretta creditizia diventa fondamentale il generare autonomamente cassa, creando una task force dedicata al miglioramento del cash flow, da monitorare settimanalmente, e centralizzare la gestione dei pagamenti e della cassa.
In conclusione, l’ingegner Castello ha invitato a cogliere i segnali positivi, e considerando la crisi come una buona opportunità per fare ordine e ripartire.

Percezione e realtà
Lorenzo Marini ha spiegato come spesso la percezione degli eventi sia differente dalla loro realtà, se è vero che nella coscienza comune a un semaforo il tempo di durata del segnale rosso viene avvertito come più lungo di quello del verde, o che 5 minuti di coda alla cassa del supermercato vengono percepiti come 12 minuti. Lo stesso avviene, secondo Marini, per quanto riguarda la percezione delle situazioni di crisi, come quella attuale, amplificata dai media e, come tale, nell’immaginario collettivo realmente esistente in quelle proporzioni, perché solo quello che si sente in televisione o si legge sui giornali esiste. Occorre pertanto razionalizzare, considerando che la crisi è solo il contraltare del successo, ricordando e facendo proprie la considerazione del presidente degli Stati Uniti Kennedy che riteneva che la parola crisi contenesse nella sua etimologia i concetti di opportunità, nel senso di necessità di prendere decisioni.  Pertanto, per Marini, occorre superare il concetto tradizionale di azienda, il cui valore risiede essenzialmente nel brand e nella percezione che ne ha il mercato. Farsi conoscere e riconoscere è fondamentale. Perciò, a parere di Marini, occorre continuare a investire in comunicazione, in visibilità, mirando al giusto target, senza colpire indiscriminatamente, ma confermando la presenza alla mente del cliente, che, per un processo naturale, tende a dimenticare quello che non vede più. Essere presenti vuole dire avere il coraggio di persistere, di resistere, di continuare a credere in se stessi. Se siamo convinti noi, saremo convincenti e vincenti.

Ufficio Stampa
Afidamp Servizi srl
 
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